Dal 1° ottobre 2026 sono in vigore le nuove regole FIBA, che ampliano alcune possibilità di verifica attraverso l’Instant Replay. Intanto, nella pallacanestro italiana, gli standard di produzione video cambiano secondo la categoria. La Serie A2 ha sperimentato l’estensione del replay ai playoff 2026, mentre la Serie B Nazionale prevede uno standard televisivo minimo differente. ExtraPass analizza documenti, requisiti tecnici e interrogativi ancora aperti: perché vedere una partita in streaming non significa necessariamente poter utilizzare quelle immagini per una decisione arbitrale?

Instant Replay basket: perché le immagini non bastano

L’Instant Replay nel basket italiano solleva una questione fondamentale: perché alcune competizioni possono utilizzare le immagini televisive per verificare le decisioni arbitrali e altre no? Con le nuove regole FIBA 2026 e l’estensione della tecnologia ai playoff di Serie A2, ExtraPass analizza il divario fra disponibilità delle telecamere e possibilità di revisione in Serie B Nazionale.

Mancano pochi secondi alla fine.

La partita è in equilibrio.

Un contatto sotto canestro.

Una deviazione del pallone.

Un fallo.

Oppure un’azione nella quale bisogna stabilire se il tiro sia stato eseguito prima dello scadere del tempo.

Gli arbitri prendono una decisione.

I giocatori protestano.

Le panchine chiedono spiegazioni.

Il pubblico osserva.

E, in molti casi, esiste una registrazione video dell’azione.

La partita viene trasmessa.

Le immagini sono disponibili per gli spettatori.

Talvolta possono essere riviste attraverso le piattaforme streaming.

Ma questo non significa automaticamente che gli arbitri possano utilizzarle per modificare la decisione assunta sul campo.

È una distinzione fondamentale.

Una telecamera che riprende una partita non costituisce, da sola, un sistema ufficiale di revisione arbitrale.

Perché l’utilizzo del video richiede regole, procedure, apparati approvati e condizioni tecniche adeguate.

È proprio su questa differenza che ExtraPass ha deciso di concentrare l’attenzione.

La pallacanestro italiana sta investendo nella trasmissione delle partite. Ma quanto sta investendo nella possibilità di utilizzare le immagini per verificare le decisioni arbitrali?

La novità del 2026: l’Instant Replay arriva in tutti i playoff di Serie A2

Il 29 aprile 2026 la Lega Nazionale Pallacanestro ha annunciato un’importante novità.

Per la prima volta, l’Instant Replay sarebbe stato utilizzato in tutte le partite dei playoff di Serie A2, a partire dai quarti di finale.

Non si trattava di un’esperienza completamente nuova.

La LNP ha ricordato che questa tecnologia veniva già utilizzata nelle finali playoff a partire dal 2017.

L’estensione ai quarti di finale del 2026 rappresentava però un ampliamento significativo.

L’iniziativa è stata realizzata su richiesta della Lega, con autorizzazione del Settore Agonistico della Federazione Italiana Pallacanestro e con la collaborazione del Comitato Italiano Arbitri.

Un elemento della comunicazione ufficiale merita particolare attenzione.

Per rendere possibile l’applicazione dell’Instant Replay è stato previsto uno standard di ripresa televisiva a quattro telecamere.

Non è un dettaglio secondario.

È la dimostrazione che la tecnologia arbitrale non dipende soltanto dalla disponibilità di un monitor.

Dipende anche dalla qualità e dall’organizzazione della produzione audiovisiva.

In altre parole, per offrire una possibilità di verifica più completa non basta riprendere la partita.

Bisogna predisporre un sistema tecnico idoneo.

Serie A2 e Serie B Nazionale: due standard televisivi differenti

Il regolamento media della Lega Nazionale Pallacanestro per la stagione 2026/27 distingue gli obblighi di produzione audiovisiva dei due campionati.

Per la Serie A2 viene indicato uno standard minimo a due telecamere, con la possibilità di una produzione superiore.

Per la Serie B Nazionale è invece previsto uno standard minimo monocamera.

In entrambi i casi vengono disciplinati gli obblighi di produzione, trasmissione e disponibilità del materiale video.

La differenza è concreta.

Una partita ripresa con una sola telecamera non offre necessariamente le stesse possibilità di osservazione di una gara registrata da più angolazioni.

Un contatto può essere nascosto dal corpo di un giocatore.

Una deviazione può risultare poco visibile.

La prospettiva può non consentire di stabilire con sufficiente chiarezza una determinata circostanza.

La presenza di più inquadrature non garantisce automaticamente la soluzione di ogni dubbio.

Ma può aumentare le informazioni visive disponibili.

E soprattutto rappresenta uno dei requisiti organizzativi che permettono di costruire sistemi ufficiali di revisione.

I differenti livelli di produzione documentati

Serie A2 — Regular season

Standard televisivo minimo bicamera, secondo il manuale di licenza e le disposizioni LNP. La presenza di due telecamere non comporta automaticamente l’autorizzazione all’Instant Replay.

Serie A2 — Playoff 2026 dai quarti

La LNP ha annunciato uno standard quadricamera per l’applicazione del protocollo ufficiale di Instant Replay, nell’ambito dell’iniziativa autorizzata dalla FIP.

Serie B Nazionale — Stagione 2026/27

Standard minimo monocamera per la produzione televisiva, con commento e ulteriori obblighi tecnici indicati dal regolamento.

È importante essere precisi.

Questa documentazione dimostra l’esistenza di standard minimi differenti.

Non dimostra, da sola, che tutte le partite di una categoria dispongano effettivamente del solo numero minimo di telecamere.

Una società può scegliere una produzione tecnicamente superiore.

Allo stesso modo, la presenza di più telecamere non autorizza automaticamente gli arbitri a utilizzare le immagini per una revisione.

Sono piani distinti che devono essere analizzati separatamente.

Le nuove regole FIBA 2026: cresce l’importanza della revisione video

Dal 1° ottobre 2026 è entrata in vigore la nuova edizione del Regolamento Ufficiale FIBA.

Le modifiche hanno interessato diverse situazioni di gioco, comprese alcune procedure relative all’Instant Replay System.

Fra le novità figura la possibilità di verificare determinate violazioni di interferenza sul canestro dopo un fallo, in qualsiasi momento della partita, quando ricorrono le condizioni regolamentari.

È prevista inoltre una specifica possibilità di revisione relativa alla posizione del pallone nelle mani del giocatore incaricato della rimessa, in occasione di un fallo commesso dalla squadra difensiva negli ultimi due minuti del quarto periodo o dei supplementari.

Si tratta di interventi tecnici che ampliano o precisano le circostanze nelle quali il sistema può essere utilizzato.

Ma esiste una differenza fondamentale fra la previsione regolamentare e la disponibilità operativa.

Il regolamento FIBA disciplina come e quando si può effettuare una revisione nei contesti in cui il sistema è adottato e autorizzato.

Non significa che ogni gara disputata sotto regolamento FIBA debba necessariamente disporre di un apparato IRS.

La domanda, quindi, non è soltanto quali decisioni siano rivedibili.

È anche quali competizioni mettano effettivamente a disposizione degli arbitri gli strumenti per farlo.

Perché il video dello streaming non basta

Una questione centrale riguarda la differenza fra produzione televisiva e sistema ufficiale di revisione.

Una società può effettuare una ripresa della partita destinata al pubblico.

Il file può essere registrato, conservato e successivamente distribuito.

Ma un sistema arbitrale richiede ulteriori condizioni.

Le immagini devono essere compatibili con le procedure autorizzate.

L’attrezzatura deve essere approvata secondo le disposizioni applicabili.

Gli arbitri devono seguire un protocollo definito.

Devono essere stabilite le circostanze nelle quali è possibile avviare la revisione.

E deve essere tutelata l’uniformità delle condizioni di utilizzo.

Il tema non è soltanto tecnologico.

È regolamentare.

Sarebbe problematico consentire una revisione attraverso un video scelto unilateralmente da una società, senza un protocollo comune.

Le immagini disponibili potrebbero essere differenti.

La qualità delle riprese potrebbe variare.

Una panchina potrebbe disporre di un’inquadratura che l’altra non possiede.

Si creerebbe il rischio di introdurre un ulteriore elemento di disparità.

La revisione video deve essere uno strumento disciplinato da regole comuni, non una trattativa improvvisata davanti al tavolo degli ufficiali di campo.

Questo è il motivo per cui il tema non può essere risolto semplicemente chiedendo agli arbitri di guardare il video di una partita.

Quanto costa l’Instant Replay? La domanda ancora senza risposta

L’introduzione di un sistema di revisione comporta naturalmente esigenze organizzative.

Telecamere.

Personale tecnico.

Attrezzature.

Gestione dei segnali.

Monitor.

Procedure.

Formazione degli operatori e degli arbitri.

Ma quale sia il costo effettivo di questi servizi nei diversi campionati italiani non emerge dai documenti analizzati in forma sufficiente per produrre un confronto economico attendibile.

Non sarebbe corretto inventare un costo per partita.

Né stimare un investimento nazionale senza conoscere i contratti, le condizioni tecniche degli impianti e l’organizzazione delle singole produzioni.

La ricerca dovrebbe partire da dati concreti.

Quanto è costato estendere l’Instant Replay ai playoff di Serie A2 nel 2026?

Quale parte della spesa è stata sostenuta dalla Lega?

Quale dalle società?

Quale dagli operatori televisivi?

Esistono economie di scala che consentirebbero di ridurre i costi attraverso una gestione centralizzata?

Sono domande economiche che meritano risposte documentate.

Anche perché il sistema sportivo discute continuamente di sostenibilità.

Ed è necessario valutare ogni innovazione non soltanto per la sua utilità teorica, ma anche per la sua effettiva fattibilità.

Gli arbitri: il problema non è attribuire loro ogni errore

In questa discussione occorre evitare una scorciatoia.

Attribuire agli arbitri la responsabilità di qualsiasi episodio controverso.

La direzione di una partita richiede decisioni immediate in situazioni dinamiche.

I contatti avvengono rapidamente.

Le visuali possono essere limitate.

La posizione dei giocatori cambia continuamente.

L’arbitro deve valutare ciò che accade con gli strumenti e le procedure previsti dalla competizione.

L’Instant Replay non elimina l’errore umano.

Può però offrire, in determinate circostanze, informazioni aggiuntive utili alla decisione.

Per questo dovrebbe essere considerato anche come uno strumento di supporto alla funzione arbitrale.

Non come una forma di sfiducia nei confronti degli ufficiali di gara.

Il tema non è stabilire se gli arbitri della Serie B Nazionale siano meno preparati di quelli della Serie A2.

Non esistono, nei documenti qui analizzati, dati che autorizzino una conclusione simile.

Il tema è capire se le differenze fra le competizioni riguardino anche gli strumenti messi a disposizione di chi deve prendere decisioni complesse.

La regolarità sportiva e il valore di una decisione

Una partita può essere decisa da un punto.

Una promozione può essere determinata da una serie playoff.

Una retrocessione può maturare attraverso poche gare.

Le conseguenze sportive di una decisione possono essere importanti.

Ma attenzione: questo non dimostra che il risultato di una gara sarebbe cambiato con l’utilizzo dell’Instant Replay.

Né che ogni episodio controverso possa essere risolto attraverso la tecnologia.

Esistono situazioni non rivedibili.

Esistono immagini non conclusive.

Esistono interpretazioni che richiedono comunque la valutazione dell’arbitro.

Il vantaggio del sistema non consiste nel promettere una pallacanestro senza errori.

Consiste nell’introdurre una procedura regolamentata per verificare determinate circostanze quando sono disponibili informazioni video adeguate.

È un obiettivo differente.

E più realistico.

La questione della regolarità sportiva non dovrebbe quindi essere affrontata attraverso il conteggio delle proteste o la ricerca di singoli episodi controversi.

Dovrebbe essere affrontata analizzando gli strumenti e le garanzie procedurali disponibili per ciascuna competizione.

Un possibile percorso graduale per la Serie B Nazionale

L’estensione dell’Instant Replay non deve necessariamente essere pensata come una scelta fra due estremi.

Utilizzarlo in tutte le partite.

Oppure non utilizzarlo mai.

Esistono ipotesi intermedie che potrebbero essere studiate.

Per esempio, una sperimentazione in determinate fasi della postseason, subordinata alla disponibilità di standard tecnici uniformi e alle autorizzazioni necessarie.

Oppure una valutazione preventiva dei palazzetti e delle produzioni audiovisive per identificare quali infrastrutture siano già compatibili con gli standard richiesti.

Un’altra possibilità sarebbe realizzare uno studio economico sul costo delle configurazioni multicamera.

Si potrebbe inoltre verificare la fattibilità di sistemi centralizzati di produzione e supporto tecnico.

Sono ipotesi di lavoro.

Non misure già approvate.

E non tutte potrebbero risultare economicamente sostenibili.

L’obiettivo iniziale dovrebbe essere raccogliere informazioni sufficienti per confrontare costi, benefici, vincoli regolamentari e condizioni operative.

Prima di decidere se e come estendere il servizio.

La trasparenza delle decisioni arbitrali

Esiste infine un tema che va oltre la disponibilità del video.

La comunicazione.

Il pubblico comprende sempre le ragioni di una decisione arbitrale complessa?

Le società dispongono di strumenti adeguati per comprendere come vengono interpretate determinate situazioni?

Le procedure di revisione sono spiegate con sufficiente chiarezza?

Il nuovo regolamento FIBA 2026 rappresenta un’occasione per investire anche nella formazione e nell’informazione.

Non necessariamente attraverso la pubblicazione di giudizi sui singoli arbitri.

Ma attraverso esempi tecnici ufficiali.

Interpretazioni documentate.

Materiale didattico.

Spiegazioni delle principali novità regolamentari.

Questo lavoro potrebbe contribuire a ridurre almeno una parte delle incomprensioni fra arbitri, allenatori, giocatori e pubblico.

Perché la fiducia non dipende soltanto dalla possibilità di correggere una decisione.

Dipende anche dalla comprensibilità delle regole attraverso le quali viene presa.

Le sette domande di ExtraPass alla FIP, alla LNP e al CIA

L’analisi dei documenti ufficiali porta ad alcune domande che riteniamo centrali.

Prima. Quali competizioni e quali fasi della stagione 2026/27 prevedono ufficialmente l’utilizzo dell’Instant Replay e dell’Head Coach’s Challenge?

Seconda. Esiste un piano per ampliare progressivamente la disponibilità del sistema nelle competizioni nazionali, inclusa la Serie B Nazionale?

Terza. Quali costi sono stati sostenuti per l’estensione dell’Instant Replay ai playoff di Serie A2 nel 2026 e come sono stati ripartiti?

Quarta. Quali sono i requisiti minimi tecnici e organizzativi per rendere una produzione televisiva idonea al protocollo ufficiale di revisione?

Quinta. È stata condotta una valutazione della fattibilità economica e tecnica di una sperimentazione nella postseason di Serie B Nazionale?

Sesta. Quali dati vengono raccolti sull’utilizzo dell’Instant Replay, sulle revisioni effettuate e sulle decisioni eventualmente modificate?

Settima. È prevista la pubblicazione di materiali didattici e interpretazioni ufficiali, accessibili anche al pubblico, per spiegare le principali situazioni controverse del regolamento FIBA 2026?

Sono domande rivolte all’organizzazione del sistema.

Non costituiscono contestazioni di singole decisioni arbitrali.

Non implicano che le istituzioni abbiano omesso obblighi espressamente previsti dalla normativa.

Servono a capire quali strumenti siano disponibili, quali limiti esistano e quali sviluppi siano concretamente possibili.

Conclusione — Non basta vedere la partita. Bisogna capire cosa possiamo verificare.

La pallacanestro italiana ha compiuto progressi importanti nella disponibilità di immagini televisive.

La diffusione dello streaming ha ampliato la possibilità di seguire competizioni che un tempo erano molto meno accessibili.

Ma trasmettere una partita e disporre di un sistema ufficiale di revisione arbitrale sono due obiettivi differenti.

La prima attività riguarda soprattutto la distribuzione del prodotto sportivo.

La seconda richiede condizioni tecniche, regolamentari ed economiche specifiche.

L’esperienza dei playoff di Serie A2 del 2026 dimostra che è possibile ampliare l’utilizzo della tecnologia attraverso un progetto organizzato, autorizzato e dotato di standard adeguati.

Non dimostra automaticamente che lo stesso modello possa essere trasferito a ogni categoria.

Per arrivare a quella conclusione servirebbero analisi ulteriori.

Costi.

Infrastrutture.

Formazione.

Procedure.

Sostenibilità.

La Serie B Nazionale merita di essere inclusa in questa riflessione, non perché si debba presumere un deficit di qualità arbitrale, ma perché rappresenta una parte importante del sistema competitivo italiano.

La domanda di fondo non è se tutte le partite debbano avere immediatamente un monitor a bordo campo.

È se esista un percorso documentato per valutare quando, dove e come questa tecnologia possa essere introdotta.

Perché una partita trasmessa può essere vista da migliaia di persone. Ma soltanto una procedura ufficiale, supportata da strumenti adeguati, può trasformare le immagini in una verifica arbitrale.

E fra queste due possibilità esiste una differenza che il basket italiano dovrebbe imparare a misurare.

Fonti e documenti

  1. Lega Nazionale Pallacanestro, comunicato del 29 aprile 2026: La tecnologia dell’Instant Replay per tutte le gare di playoff di Serie A2, per la prima volta.
    https://www.legapallacanestro.com/la-tecnologia-dell%E2%80%99instant-replay-tutte-le-gare-di-playoff-di-serie-a2-la-prima-volta
  2. Lega Nazionale Pallacanestro, Regolamento Comunicazione/Marketing 2026/27, articolo 7 sulla produzione televisiva di Serie A2 e Serie B Nazionale.
    https://www.legapallacanestro.com/regolamento-media
  3. Federazione Italiana Pallacanestro, Regolamento Ufficiale FIBA 2026, in vigore dal 1° ottobre 2026.
    https://fip.it/regolamento-ufficiale-fiba-2026-in-vigore-dal-1-ottobre/
  4. FIBA, Official Basketball Rules Changes 2026, con le modifiche riguardanti l’Instant Replay System.
    https://about.fiba.basketball/en/news/fiba-official-basketball-rules-changes-2026-summary-now-available
  5. FIBA Refereeing, aggiornamento del manuale IRS e delle indicazioni sull’Head Coach’s Challenge, 25 marzo 2026.
    https://refereeing.fiba.basketball/en/news/irs-manual-gets-an-new-update
  6. Federazione Italiana Pallacanestro, Manuale per la concessione della licenza Serie A2 2026/27, sezione 3.4 dedicata alla produzione televisiva.
    https://fip.it/wp-content/uploads/2026/05/Manuale-Licenza-Serie-A2_2026_2027.pdf

Nota  e diritto di replica

L’articolo è basato su documenti regolamentari e comunicazioni istituzionali pubblicamente consultabili. Non costituisce un censimento completo delle apparecchiature effettivamente presenti in tutti i palazzetti italiani.

Non sono stati acquisiti dati completi sui costi contrattuali dei sistemi IRS, sulle singole revisioni arbitrali o sulle dotazioni di ogni società di Serie B Nazionale. Non sono state raccolte risposte dirette da FIP, LNP e CIA alle domande formulate.

Le ipotesi di estensione dell’Instant Replay rappresentano proposte di approfondimento giornalistico, non decisioni già adottate.

ExtraPass accoglie eventuali chiarimenti, precisazioni e documentazione delle istituzioni e dei soggetti interessati.