Serie A su LBA TV, Sky e Cielo. Serie A2 e Serie B su LNP PASS, con una selezione di incontri gratuiti sulla Rai. La stagione 2026/27 offre un sistema televisivo ricco di contenuti ma distribuito su più piattaforme. ExtraPass ha esaminato diritti, prezzi e modalità di accesso. La domanda è semplice: stiamo costruendo un mercato televisivo o una nuova generazione di appassionati?

Il basket italiano non è mai stato così facilmente trasmissibile

C’è una differenza tra trasmettere una partita ed essere guardati.

È una differenza che la pallacanestro italiana dovrebbe mettere al centro delle proprie strategie di sviluppo.

Oggi una partita di Serie A può essere seguita in diretta attraverso la piattaforma ufficiale della Lega. Una selezione degli incontri è disponibile anche su Sky e NOW. Alcuni appuntamenti vengono proposti gratuitamente.

La Serie A2 e la Serie B Nazionale dispongono di una piattaforma dedicata, LNP PASS, che consente di seguire incontri da palazzetti distribuiti su tutto il territorio nazionale.

La Rai continua a garantire un’importante finestra gratuita sulla Serie A2.

Sotto il profilo tecnologico, il basket italiano dispone quindi di possibilità di distribuzione che fino a pochi anni fa sarebbero state difficili da immaginare.

Eppure la disponibilità di un contenuto non equivale automaticamente alla sua diffusione.

Per guardare una partita, il pubblico deve sapere dove trovarla.

Deve conoscere gli orari.

Deve poter accedere al servizio.

E, quando necessario, deve essere disposto a pagare.

È su questo percorso, apparentemente banale, che si misura una parte importante della capacità del movimento di allargare il proprio pubblico.

Serie A: 115 euro per seguire tutto il campionato

La stagione 2026/27 rappresenta il secondo anno di attività di LBA TV, la piattaforma ufficiale della Lega Basket Serie A.

Il servizio permette di seguire tutte le gare del massimo campionato, in diretta e on demand.

Secondo le informazioni diffuse all’avvio della stagione, l’abbonamento annuale standard costa 115 euro, rispetto ai 99 euro della stagione precedente.

L’aumento nominale è di 16 euro, pari a circa il 16,2%.

L’abbonamento mensile costa invece 17 euro.

Per comprendere il significato economico di questi numeri occorre fare una distinzione.

Un servizio che permette di seguire tutte le partite della propria squadra e dell’intero campionato offre un valore diverso da una programmazione televisiva composta soltanto da alcuni incontri.

Per un appassionato abituale, 115 euro possono rappresentare una spesa relativamente contenuta in rapporto alla quantità di contenuti disponibili.

Ma non tutti i potenziali spettatori sono appassionati abituali.

Esiste anche un pubblico occasionale.

Persone che potrebbero avvicinarsi al basket dopo una partita della Nazionale, un derby, un grande evento o un’esperienza al palazzetto.

Per questo pubblico la decisione di acquistare un abbonamento può essere molto diversa.

Il prezzo che un tifoso considera conveniente non è necessariamente il prezzo che convince un nuovo spettatore a diventare tifoso.

Ed è questa differenza che meriterebbe di essere misurata.

Sky, NOW e Cielo: il valore della visibilità generalista

La Serie A non è distribuita soltanto attraverso LBA TV.

L’accordo annunciato da Sky nel luglio 2025 prevede, per il triennio 2025-2028, sessanta partite della stagione regolare, due per giornata, oltre a una selezione dei quarti di finale e alla copertura integrale delle semifinali e delle finali scudetto.

Sono inoltre comprese la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia.

Per la stagione 2026/27 è prevista anche una programmazione gratuita su Cielo, con una selezione di partite della stagione regolare e della fase finale.

La presenza di incontri gratuiti rappresenta un elemento importante.

Non soltanto per chi non vuole sostenere il costo di un abbonamento.

Ma per chi ancora non segue il basket.

Una partita trasmessa gratuitamente può essere scoperta anche da persone che non avrebbero cercato spontaneamente una piattaforma specializzata.

Allo stesso tempo, un’offerta a pagamento può contribuire alla sostenibilità economica della produzione televisiva.

Le due esigenze non sono incompatibili.

La questione riguarda il loro equilibrio.

Quante partite dovrebbero essere liberamente accessibili?

Quali incontri hanno maggiore capacità di raggiungere nuovo pubblico?

I derby, le finali e gli appuntamenti di maggiore interesse vengono utilizzati strategicamente per ampliare la platea?

E quanti spettatori passano da un evento gratuito alla visione abituale?

Senza queste informazioni è difficile valutare se il sistema stia costruendo nuova domanda oppure distribuendo meglio quella esistente.

Serie A2 e Serie B: il valore di una piattaforma nazionale

LNP PASS offre la possibilità di seguire in streaming Serie A2 e Serie B Nazionale.

Non è un dettaglio marginale.

Per molte società, soprattutto fuori dai grandi centri, la disponibilità di una piattaforma capace di trasmettere le partite rappresenta uno strumento importante di visibilità.

Permette ai tifosi lontani di seguire la propria squadra.

Consente agli appassionati di conoscere realtà sportive di altri territori.

Offre materiale utile a tecnici, operatori e osservatori.

La Lega Nazionale Pallacanestro ha inoltre confermato la partnership tecnologica con Deltatre, sottolineando i risultati raggiunti dalla piattaforma.

Ma è necessario distinguere fra risultati commerciali, qualità della produzione e crescita effettiva del pubblico.

Gli abbonamenti venduti sono un indicatore.

Le visualizzazioni sono un altro.

Il tempo medio di visione è un terzo.

Il numero di nuovi utenti, la loro provenienza e il tasso di rinnovo raccontano aspetti differenti.

Un servizio può ottenere risultati soddisfacenti fra gli appassionati esistenti senza necessariamente conquistare spettatori nuovi.

Oppure può diventare uno strumento efficace di diffusione ben oltre il numero degli abbonati.

Per capire quale delle due situazioni si stia verificando servono dati pubblici, omogenei e confrontabili.

La Rai garantisce oltre trenta partite gratuite di Serie A2

C’è un elemento che deve essere riconosciuto.

La Serie A2 conserva uno spazio televisivo gratuito.

Alla presentazione della stagione 2026/27, la LNP ha annunciato il rinnovo dell’accordo con la Rai per il quarto anno consecutivo.

Il programma prevede oltre trenta incontri in chiaro fra stagione regolare e playoff.

Le gare possono essere seguite attraverso RaiSport e RaiPlay, secondo il calendario delle trasmissioni.

È una scelta rilevante perché offre una finestra nazionale a società che operano in contesti economici e territoriali molto differenti.

Ma anche in questo caso la vera questione riguarda l’impatto.

Quante persone guardano queste partite?

Quante non seguono abitualmente il campionato?

Quanto pubblico arriva alle piattaforme della Lega dopo aver visto un incontro gratuito?

Quale beneficio ottengono le società in termini di sponsorizzazioni, notorietà e partecipazione?

La trasmissione in chiaro è una condizione favorevole alla visibilità.

Non è, da sola, una dimostrazione del suo effetto.

Quanto costa seguire il basket italiano nel 2026/27?

Per comprendere l’esperienza del pubblico occorre guardare l’offerta nel suo insieme.

Competizione Piattaforme principali Accesso
Serie A – Tutte le partite LBA TV Abbonamento; selezione gratuita
Serie A – Incontri selezionati Sky / NOW Abbonamento
Serie A – Eventi selezionati Cielo Gratuito
Serie A2 LNP PASS Abbonamento
Serie A2 – Incontri selezionati RaiSport / RaiPlay Gratuito
Serie B Nazionale LNP PASS Abbonamento

Quadro delle modalità principali di accesso per la stagione 2026/27. La disponibilità dei singoli eventi dipende dai calendari e dagli accordi di trasmissione.

Un tifoso che segue esclusivamente la Serie A può trovare una soluzione completa con un solo abbonamento.

Chi segue soltanto Serie A2 e Serie B Nazionale dispone di un servizio dedicato.

Ma chi vuole conoscere l’intero movimento deve utilizzare piattaforme differenti.

A queste potrebbero aggiungersi servizi ulteriori per seguire le competizioni europee e internazionali.

Non è necessariamente una situazione anomala nel mercato contemporaneo dei diritti sportivi.

È però una frammentazione che può incidere sulle abitudini del pubblico.

E meriterebbe uno studio specifico.

La disponibilità di più piattaforme significa maggiore possibilità di scelta.

Ma per alcuni spettatori può significare anche maggiore complessità.

Il vero problema non è quante applicazioni esistano. È quante persone rinuncino a guardare una partita perché non sanno dove trovarla o non ritengono conveniente accedervi.

Il valore commerciale del basket non coincide con il suo valore sociale

Una Lega sportiva ha il diritto e la responsabilità di valorizzare commercialmente i propri contenuti.

Produrre una partita comporta costi.

Servono telecamere, regia, personale, infrastrutture digitali, distribuzione e assistenza tecnica.

Una piattaforma specializzata può migliorare sensibilmente la qualità del prodotto.

Può inoltre creare nuove fonti di ricavo e rendere più stabile la distribuzione televisiva.

Sono vantaggi concreti.

Ma la pallacanestro italiana non è soltanto un prodotto audiovisivo.

È anche un movimento fatto di società giovanili, scuole, associazioni, palazzetti comunali e comunità locali.

La sua capacità di generare ricavi domani dipende, almeno in parte, dalla capacità di avvicinare nuove persone oggi.

È una questione che ExtraPass aveva già affrontato nell’editoriale «Bargnani ci ha ricordato una cosa semplice: il basket deve tornare vicino», sottolineando quanto il rapporto diretto con il pubblico e il territorio sia fondamentale per il futuro della pallacanestro italiana.Un ragazzo che non conosce il basket difficilmente acquisterà immediatamente un abbonamento per seguirlo.

Una famiglia che non ha mai frequentato un palazzetto potrebbe aver bisogno di incontrare questo sport gratuitamente prima di decidere di investirvi tempo e denaro.

Per questo la misurazione dell’efficacia televisiva non dovrebbe limitarsi agli introiti diretti.

Dovrebbe includere anche la capacità di costruire interesse.

Non perché ogni trasmissione debba essere gratuita.

Ma perché un mercato che non rinnova il proprio pubblico rischia, nel lungo periodo, di ridurre le proprie opportunità di sviluppo.

Un dato che manca: quanti nuovi tifosi vengono conquistati?

Se dovessimo individuare una sola informazione per valutare l’efficacia del modello televisivo italiano, sarebbe questa:

Quanti spettatori seguono oggi la pallacanestro italiana senza averla seguita nella stagione precedente?

Il dato potrebbe essere accompagnato da altre misure: età degli utenti, frequenza di visione, provenienza geografica, utilizzo dei contenuti gratuiti, tasso di rinnovo degli abbonamenti e conversione fra visione gratuita e servizi a pagamento.

Naturalmente la gestione di queste informazioni deve rispettare la normativa sulla protezione dei dati personali.

Non serve conoscere l’identità dei singoli spettatori.

Servono statistiche aggregate.

LBA e LNP potrebbero così dimostrare non soltanto la capacità commerciale delle proprie piattaforme, ma anche il contributo reale all’espansione della base degli appassionati.

È un’opportunità importante anche per le società.

Perché investitori e sponsor non hanno interesse esclusivamente al numero di partite trasmesse.

Hanno interesse a conoscere il pubblico effettivamente raggiunto.

Le cinque domande di ExtraPass

Dall’analisi della stagione televisiva 2026/27 emergono cinque domande che riteniamo meritevoli di risposta.

1. Quanti abbonati unici utilizzano LBA TV e LNP PASS, e quale percentuale è costituita da nuovi utenti rispetto alla stagione precedente?

2. Quali sono gli ascolti medi e le visualizzazioni effettive delle partite in diretta, distinguendo i servizi a pagamento dai contenuti gratuiti?

3. Quale parte dei ricavi derivanti dai diritti e dalle piattaforme viene distribuita alle società, secondo quali criteri e con quale incidenza sui loro bilanci?

4. Quali iniziative vengono realizzate per trasformare gli spettatori occasionali in appassionati continuativi?

5. È stato valutato l’effetto dell’accessibilità televisiva sulla partecipazione ai palazzetti, sulla visibilità degli sponsor e sull’interesse delle nuove generazioni?

Non si tratta di domande formulate per contestare preventivamente le strategie delle Leghe.

Si tratta di informazioni utili a giudicarne i risultati.

Perché un sistema può essere commercialmente efficace e, allo stesso tempo, avere ancora margini di miglioramento nella diffusione.

Oppure può dimostrare che determinati investimenti stanno producendo benefici su entrambi i fronti.

Sono i dati a doverlo stabilire.

Conclusione — Vendere il basket non basta. Bisogna farlo conoscere.

La pallacanestro italiana ha compiuto passi importanti nella distribuzione televisiva.

Le principali categorie nazionali dispongono di piattaforme strutturate.

Le partite possono essere viste da territori lontani.

Le produzioni digitali offrono opportunità che in passato erano riservate soprattutto ai grandi eventi.

È un progresso che va riconosciuto.

Ma non coincide automaticamente con un aumento della popolarità del movimento.

La vera sfida riguarda il pubblico che ancora non c’è.

Le persone che non conoscono i giocatori.

I ragazzi che non hanno mai visto una partita di Serie A2.

Le famiglie che potrebbero diventare spettatrici abituali.

Gli appassionati di altri sport che non hanno mai trovato una ragione per avvicinarsi alla pallacanestro.

Un modello televisivo sostenibile dovrebbe essere capace di monetizzare la passione esistente senza rinunciare a crearne di nuova.

Questo richiede equilibrio fra contenuti gratuiti e a pagamento, qualità delle produzioni, accessibilità e promozione.

Richiede inoltre una misurazione trasparente dei risultati.

Perché il numero di partite trasmesse racconta l’offerta.

Il numero di abbonamenti racconta una parte del mercato.

Ma la crescita degli appassionati racconta il futuro.

Il basket italiano deve imparare a vendere meglio il proprio prodotto. Ma soprattutto deve evitare che, nel tentativo di venderlo, diventi sempre più difficile scoprirlo.

 

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